Per una frazione di secondo, i miei occhi incrociarono quelli marrone scuro di un volto umano, un viso a forma di cuore, dal colorito pallido. Un viso che conoscevo, malgrado non l’avessi ancora visto di persona. Lo avevo incontrato in quasi tutti i pensieri umani, quel giorno. La nuova alunna, Isabella Swan. Figlia dell’ispettore di polizia del posto, presa in custodia dal padre separato. Bella. Aveva già corretto chiunque l’avesse chiamata con il nome intero…

Guardai altrove, annoiato. Mi ci volle un secondo, per capire che non era stata lei a pensare il mio nome.

Ovviamente sta già perdendo la testa per i Cullen. Il pensiero proseguiva così.

A quel punto riconobbi la “voce”. Jessica Stanley – era passato un po’ di tempo da quando mi aveva disturbato con il suo chiacchiericcio interno. Che sollievo, quando aveva superato la sua infatuazione malriposta. Era quasi impossibile sfuggire ai suoi costanti e ridicoli sogni a occhi aperti. All’epoca avevo desiderato di poterle spiegare esattamente cosa sarebbe successo se le mie labbra, e i denti che celavano, le si fossero avvicinate troppo. Avrei zittito tutte quelle fantasie moleste. Al pensiero della sua reazione accennai un sorriso.

Ben le sta, continuò Jessica. Non è neanche bella. Non capisco perché Eric la fissi in quel modo… e pure Mike.

Trasalì, mentalmente, al nome di Mike. Mike Newton, studente di media popolarità e sua cotta più recente, non le prestava la minima attenzione. Viceversa, non perdeva d’occhio la nuova alunna. Riecco il bambino davanti all’oggetto luccicante. Ciò aggiunse un che di perfido ai pensieri di Jessica, che tuttavia di sforzava di essere genericamente cordiale con la nuova arrivata, a cui stava raccontando una sfilza di luoghi comuni sulla mia famiglia. Evidentemente la nuova le aveva chiesto di noi.

Oggi anch’io sono sotto gli occhi di tutti, pensò Jessica, tra sé. E’ stata una bella fortuna frequentare due lezioni assieme a Bella… Scommetto che Mike mi chiederà subito se è…

Cercai di filtrare quello stupido chiacchiericcio, prima che sciocchezze e banalità mi fassero impazzire.

“Jessica Stanley sta spiattellando tutti i pettegolezzi sul clan dei Cullen alla nuova arrivata, la figlia di Swan” mormorai a Emmett, per distrarmi.

Soffocò una risata. Spero che non si sia persa i dettagli, pensò.

“Poca fantasia, dire. Giusto un briciolo di scandalo. Neanche un grammo di orrore. Sono un po’ deluso.”

E la ragazza nuova? Anche lei è delusa dai pettegolezzi?

Cercai di ascoltare cosa pensasse del racconto di Jessica la nuova arrivata. Cosa vedeva Bella quando guardava la strana famiglia dalla pelle di gesso che tutti evitavano?

Conoscerne le reazioni, più o meno, rientrava nei miei compiti. Ero come una vedetta, per così dire, per la mia famiglia. Per proteggerla. Quando qualcuno diventava sospettoso, segnalavo il pericolo e iniziava la ritirata. Succedeva, di tanto in tanto – certi esseri umani dalla fantasia fertile ci riconoscevano, nei personaggi di libri o film. Anche se di solito si sbagliavano, quello era il momento giusto per trasferirci altrove, piuttosto che rischiare che approfondissero le indagini. Molto più raramente spuntava qualcuno che capiva. Non gli davamo nemmeno la possibilità di verificare le sue ipotesi. Ce ne andavamo, di punto in bianco, lasciandoci alle spalle soltanto un ricordo spaventoso…

Non sentivo niente, malgrado ascoltassi a pochissima distanza dal punto in cui il frivolo monologo interiore di Jessica continuava a spillare. Come se accanto a lei non ci fosse nessuno. Stranissimo, forse la ragazza di era spostata. Poco probabile, perché Jessica continuava a ciarlare. Alzai lo sguardo per controllare, e mi sentii goffo. Non mi capiva quasi mai di dover controllare ciò che il mio “udito” supplementare mi suggeriva.

Di nuovo, il mio sguardo incrociò quei grandi occhi castani. Era seduta proprio dove l’avevo già vista, e guardava verso di noi; una posa spontanea, pensavo, dal momento che Jessica non aveva ancora finito di renderle conto dei pettegolezzi locali sui Cullen. Anche pensare a noi era una reazione spontanea.

Ma non sentivo niente di niente.

http://write-the-world.myblog.it/archive/2009/04/19/midnight-sun-tradotto-in-italiano.html