Lei mi portò all’accampamento,accompagnandomi oltre i cancelli.Uomini e donne,seduti ai fuochi,si alzarono subito e i bambini corsero verso di me.Sapevo di possedere una bellezza angelica e non rimasi stupito dai loro sguardi ammirati.Tutavia mi chiesi cosa,in nome del cielo,intendessero fare.Mifecero sedere e mi offrirono da mangiare e da bere.Ne avevo bisogno.Per tre giorni avevo bevuto solo acqua e mangiato qualche bacca raccolta qua e la per i boschi.Mi sedetti a gambe incrociate con loro e mangiai la carne cotta che mi diedero,mentre lei,la mia donna,la mia figlia degli uomini si premeva contro di me,come per sfidare chiunque a contestare il nostro legame;quindi parlò.Raccontò agli altri quello che aveva visto,come mi aveva incontrato sulle rive del mare e aveva visto che ero nudo e si era concessa a me in sacralità e venerazione,sapendo che non potevo essere un uomo della terra……..

brano tratto da “Memnoch Il Diavolo”
di Anne Rice

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