Vicki gli appoggio di nuovo il polso contro la bocca, il sangue che colava sulle labbra serrate, macchiandogli le guance, e il fatto ch lui fosse troppo debole per contrastarla servì soltanto a dimostrare che aveva ragione.

– Per l’amore di Cristo, Henry, smettila di fare il martire. Io mi fido di te.

Lo sentì esitare, poi avvertì le sue labbra che si aprivano e dalla carne lacerata partirono fitte incandescenti di dolore che le si estesero in tutto il braccio quando lui premette contro di essa e cominciò a succhiare. I muscoli le si tesero, ma riuscì a non ritrarsi e a poco a poco il ritmo familiare annullò il dolore mentre il suo corpo reagiva con qualcosa di molto simile a uno stanco rilassamento. Appoggiando la guancia sulla testa di Henry, sospirò.

PATTO DI SANGUE
TANYA HUFF